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    Una vecchia signora apre pigramente le imposte dell'ingresso sul retro del suo ristorante. I figli la aiutano a portare fuori tavoli e panche, in una processione notturna che presto porta alla luce una sorta di sala da pranzo sotto le stelle. Qualche decina di metri più in là un ordigno intimidatorio rompe il silenzio dei vicoli della città, disturbando il sonno degli abitanti felini ed interrompendo i sogni di quelli umani.
    Tre ragazzi in macchina risalgono via Cerere, tornano da una cena a base di panzerotti e tradizioni meridionali. Gli usi, i costumi, la logica e gli atteggiamenti del luogo li rendono stranieri in terra straniera.
  • Alcune signore si affacciano sulla via dal silenzio stuprato, i volti tradiscono l'arrendevole consapevolezza derivata dal colpo riecheggiante per i loro portoni. Guardano i tre ragazzi risalire la via con uno sguardo misto tra sospetto e sonnolenza. Si formano i primi gruppetti, altri volti si affacciano dai balconi, ragazzini arrivano in bici mentre una pattuglia dei Carabinieri gira indifferente l'angolo.
    Polignano riposa immobile, ma è solo uno stato apparente, in realtà è vigile, come quando si rimane stesi a letto in attesa di qualcosa, perché si ha la certezza che qualcosa debba accadere. Solo che in questo caso il corpo è una città intera e i sensi sono i suoi cittadini. Occhi, bocche, orecchie che vagano per la città o che riposano in casa, ma sempre sul chi va là, pronti ad attivarsi al primo segno di stranezza; un'esplosione, un grido, un tuffo.
    Il ragazzo si arrampica sulla parete di roccia a strapiombo sul mare, sotto di lui un gruppetto di quattro o cinque ragazzi lo incitano dall'acqua, sono le 3 del mattino ma la loro naturalezza nel nuotare non tradisce l'ora tarda. Lo scalatore arriva in cima, appena al di sotto delle fondamenta delle prime case. Si siede. Aspetta. Aspetta come fa tutta la città, come tutti i suoi cittadini sono abituati a fare. Si siedono, davanti alle case, sugli scogli, sulle panchine. Si siedono e aspettano. Il momento giusto, un volto familiare, il passaggio dei turisti.
    Gli usi, i costumi, la logica e gli atteggiamenti non solo separano questa realtà da altre vicine nello spazio ma lontanissime culturalmente, ne condizionano anche la concezione che se ne ha, creano un chiaroscuro dai contorni sfumati che lascia trasparire solo in parte le varie sfaccettature della sua quotidianità, dando vita - davanti agli occhi del turista attento - ad una sorta di bipolarismo cittadino.
  • L'acqua la vedi.
    È quello che c'è sotto che non puoi osservare.

  • In una piazza davanti al mare la figura bronzea di Domenico Modugno apre le braccia in un eterno abbraccio alla città, ai suoi cittadini, ai turisti. Come i suoi concittadini aspetta, osserva, ascolta; i tuffi, i botti, le risate, i pianti, gli spari. Ma quell'abbraccio non lo nega a nessuno, né alle vecchie che cenano sotto le stelle, né ai bombaroli, né ai ragazzi, né ai tuffatori, né ai turisti. Mister Volare sorride, lo fa sempre, respirando a pieni polmoni la sua città.

    Mentre il mondo pian piano scompare negli occhi tuoi blu. Felice di stare quaggiù.
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