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  • Non è facile recuperare i fili di un'ispirazione, specialmente se non stai ascoltando della musica.
    Ma il rumore di spiagge non esita troppo ad infrangersi di nuovo contro le orecchie dietro le altre due orecchie. Quelle dell'istinto intendo, che stanno dietro quelle dell'udito. Che le senti scaldarsi quando una qualche particolare canzone ti comunica qualcosa, qualcosa in più del suo semplice suono.
    Diciamo che vorrei propormi di fare qualcosa di decente.

    ..ed è qui che dal lettore mp3 irrompe la voce di una donna, no anzi, di una ragazza, che parla da un posto freddissimo e che parla del cinguettare degli uccellini..e non sta cantando, o almeno non lo sta facendo per le orecchie davanti..mmh, passo avanti, più che altro perchè ora non è il momento di ascoltarla..

    Quindi, dove siamo arrivati. Ah si..stavamo andando verso la città fantasma, questa Motown..
    Scrivevo, dunque, che sarebbe ora di fare qualcosa di decente.
    Mi sono perso già tra un paio di blog, due profili facebook, quattro di twitter, un nugolo di iscrizioni e account ad app di vario ed inutile genere.
    Mi sono perso.
    Anni fa cominciai con splinder, volevo scrivere, ma non sapevo mai cosa.
    Poi passai a twitter, disdegnando facebook. Dopo un pò feci il contrario, ma mi stufai subito.
    Vago per la rete, preoccupato di ogni mio passo. Le conseguenze non sono un problema, almeno non quanto la mia preoccupazione riguardo alla forma delle impronte che lascio.
    Una volta, con qualcuno, si discuteva della vastità della rete e della sua inconsistenza.
    Mi mancano un po' quei discorsi.
    Ma ora è meglio che torni all'adesso.
    Ai miei propositi.
    Se sono approdato qui è per alcuni motivi.
    Ho conosciuto Cowbird grazie a quella stessa voce che arriva da quel posto freddo lassù.
    Una voce che spesso e volentieri mi ha accompagnato attraverso le vicissitudini di questi ultimi tempi. E che spesso da buoni consigli.
    Proprio ieri, cercando le ultime novità sul suo blog, trovavo un post che mi ha condotto qui.
    Proprio come, mesi fa, ascoltandola alla radio, ho scoperto quella meravigliosa moltitudine di finestre sul mondo, o almeno così è per me Instagram.
    Mesi fa detti ascolto a quel consiglio. E da alcuni mesi sto provando una stupenda esperienza di condivisione con persone che hanno del vero e proprio talento, che sono di una gentilezza estrema, sempre pronti a strapparmi un sorriso e un piccolo moto di autostima per ogni foto che posto. Mi sono proprio intrippato, in parole povere.
    Scatto decine di foto al giorno, arrivo anche al centinaio quando esagero. Mi sono accorto che ora guardo di più il cielo. E non solo. Tutto ciò che mi circonda ha acquisito una nuova luce. Ora tutto può essere un soggetto. Come se solo ora usassi la vista, invece di guardare e basta. Come aver intuito, per la prima volta, la differenza che c'è tra leggere un libro e guardare la televisione. La televisione la guardi, la subisci. In un libro, invece, devi comunque metterci del tuo, non puoi solo guardarlo! (della serie: Grandi Conquiste).
    Ok, mi sto perdendo ancora. Devo chiedere al cuoco di cucinare più leggero, se devo volare nei cieli color vaniglia. Spaghetti aglio olio e peperoncino insieme ad una frittata con patate, non è un pasto adatto a saltare di qua e di là.
    Stavo dicendo di Instagram, e della bella esperienza vissuta grazie ad un buon consiglio.
    E ascoltando un altro consiglio, vorrei compiere una svolta. In ogni senso di questa parola. Svolta. E spegnere le luci può essere utile, a volte.
    Vorrei unire le possibiltà che questo luogo, Cowbird, mi offre, in qualcosa che abbia senso..almeno, una parvenza di "ordine", anche se mi fa impressione usare questa parola. L'ho sempre ritenuta..inquietante.
    Comunque, anche se fa parte del gioco, evito di perdermi oltre.
    Qui si scrivono storie, storie che vorrebbero essere ricordate. Sia da chi le ha scritte, sia da chi le leggerà. E per questo, come noto, i mezzi a disposizione sono..beh, almeno per adesso, mi sembrano perfetti.
    Ma oltre ai mezzi estetici, per poterla scrivere una storia, c'è bisogno del suo midollo, della sua anima.
    E per navigare nel mare delle anime, cercherò di mescolare diversi ingredienti.
    Prenderò le mie immagini da Instagram e un pò di musica che ho accumulato nel tempo per preparare la base della torta che mi uscirà dalla testa. Cercherò di non citare mai direttamente le canzoni, così, come capriccio. Ma non vuol dire che qualche loro seme o picciolo non finisca nella zuppa però.
    Una volta che questa base si sarà rappresa, arriverà la parte difficile.
    Sversare lentamente ma con decisione un po' di fantasia, distribuendola uniformemente, fino ad ottenere la forma sperata, o almeno andargli vicino.
    Si fa bene a dirlo?
    Era giusto andarsene?
    Imparerò mai?
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