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  • English translation at the end

    Macao. Forse molti non hanno sentito questa parola fino all'inizio di questa estate. In effetti non ha mai dato modo di far parlare di sé, qualche riunione di coordinamento, qualche incontro pubblico, ma nulla più. Un gruppo di artisti, scrittori, giornalisti, designers, fotografi e chi più ne ha più ne metta uniti da una convinzione comune, "che l'arte e la cultura debbano essere un bene comune, ovvero che sia necessario liberarle dalle ingerenze politiche che ne determinano la produzione e che creano la condizione di precarietà in cui gli artisti si trovano ad operare". Si fanno chiamare I Lavoratori dell'Arte.

    La vera svolta arriva nel maggio 2012, quando Macao occupa la Torre Galfa, in pieno centro di Milano e in faccia a Formigoni e al Pirellone, sede della Regione Lombardia. Da questo momento un escalation di successo, di Macao ne parlano i giornali, la televisione, persino personalità di spicco come Dario fo, Sabrina Guzzanti e Daria Bignardi si schierano dalla parte del grattacielo occupato. Per due settimane Macao organizza eventi serali nel grattacielo, che oltretutto viene illuminato a festa grazie alla pigrizia della Hyundai che mesi prima l'aveva utilizzato per uno spot televisivo, lasciando poi all'interno le luminarie completamente funzionanti. Una torre illuminata di blu che si staglia su un cielo nero. Uno spettacolo mica da ridere, un simbolo per tutti i ragazzi che lì dentro si davano da fare tutto il giorno nei laboratori creativi.

    Uno smacco per l'amministrazione, che il 15 maggio organizza un goffo sgombero che ha come unico effetto il riversamento di centinaia di ragazzi nella piazza antistante il grattacielo, da quel momento rinominata Piazza Macao. Allo sgombero assiste anche Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, che a quel punto non sa più che pesci pigliare. Fatto sta che la Torre Galfa viene sgomberata e Macao comicia a perdere il suo smalto iniziale, in gran parte dovuto a quel simbolo in pieno centro.

    Ad un certo punto i ragazzi dell'associazione decidono di trovarsi un nuovo spazio, e lo fanno nel Palazzo Citterio di Brera. Una mossa decisamente sbagliata, che fa infuriare sia l'amministrazione che i ragazzi della zona. Il palazzo era infatti destinato ad altre attività culturali in attesa dello spazio da mesi e che, a causa di questa occupazione improvvisata, si sono viste posticipare ancora di più la data d'insediamento.
    Un altro sgombero, un altro Macao in stato confusionale. A questo punto l'associazione sospende le comunicazioni ed entra in un lungo silenzio stampa.

    Questo fino a pochi giorni fa, quando Macao ha trovato una nuova sede in un palazzo abbandonato da anni in viale Molise, un ex macello mantenuto in perfetto stato con ampi spazi e un giardino esterno. Macao si è subito insediata sistemando il bar nel grande salone centrale e utilizzando alcune stanze per qualche installazione audio/visiva. Sul terrazzo frontale è stata montata una grande insegna per ricordare a tutti che quello è il nuovo Macao, che Macao si è presa un altro spazio, uno spazio abbandonato da anni, per renderlo il nuovo centro culturale di Milano.

    Il luogo è spartano, ma ben sfruttato dall'assciazione. Aggirandovi tra i corridoi dell'ex macello potreste trovare delle tavolate di giovani che discutono dei laboratori creativi, dell'organizzazione e degli eventi in programma, talmente tanto presi dal discorso che potrebbero benissimo non notarvi.
    Ci sono voluti tre luoghi diversi e due sgomberi, ma finalmente Macao ha trovato il suo luogo ideale, inutilizzato, grande e pronto ad accogliere un numero elevato di ragazzi. Perché Macao è una creatura in costante evoluzione, dinamica e famelica di nuove menti da sfruttare per i suoi scopi.

    Se capitate a Milano in questi giorni non potete non entrare in Macao, scoprirete un mondo attivo, pieno di ragazzi e di cultura. Uno spazio in disuso da anni che riacquista valore grazie a dei ragazzi con ambizioni un po' più alte degli altri.


    "Da piccola passavo spesso davanti a questo edificio e fantasticavo sempre sul suo contenuto. Entrarci è un sogno."

    - Un'amica su Macao




    Macao. Perhaps many have not heard this word until earlier this summer, in fact, has never given way to be talked about. Some coordination meeting, some public meeting, but nothing more. A group of artists, writers, journalists, designers, photographers and so on and so forth united by a common conviction, "that art and culture should be a common good, or that it is necessary to free them from political interference that determine the production and creating the condition of precariousness in which artists they work." They call themselves the Art Workers.

    The real turning point came in May 2012, when Macao occupies Galfa Tower in the center of Milan and in face-to Formigoni and Pirelli tower, the seat of the Lombardy Region. From that moment an escalation of success, Macao talk about newspapers, television, even personalities as Dario Fo, Sabrina Guzzanti and Daria Bignardi side with the skyscraper occupied. For two weeks Macao organizes evening events in the skyscraper, which moreover is festive decorated due to laziness of the Hyundai that months before had used it for a spot, leaving in it the lights fully functional. A tower illuminated in blue set against a black sky. An unbelievable show, a symbol for all the guys in there busy all day in creative workshops.

    One setback for the administration, that on May 15 organizes an awkward clearance that has the only effect of the outpouring of hundreds of youngs in the square in front of the skyscraper, since then renamed Macao Square. Also assists the evacuation Giuliano Pisapia, Mayor of Milan, which at that point no longer knows what to do. The fact is that the Tower is evacuated and Macao Galfa starts to lose its luster, largely due to that symbol in the center.

    At some point the association decided to find a new space, and do so in the Palazzo Citterio, in Brera. A wrong move, which infuriated the administration and the students in the area. The building was in fact intended for other cultural activities that were waiting for months and that, because of this occupation improvised, found themselves even further postpone the date of settlement.
    Another eviction, another Macao in confusion. At this point the association suspends communications and enter into a long blackout.

    That was until a few days ago, when Macao has found a new home in a building abandoned for years in Viale Molise, a former slaughterhouse, kept in perfect condition with ample space and an outdoor garden. Macao has been established by placing the bars in the large central hall and several rooms for some audio/visual installations. On the front terrace is mounted a large sign to remind everyone that this is the new Macao, Macao has taken another space, a space abandoned for years, to make the new cultural center of Milan.

    The place is spartan but well exploited by the association. Wandering the corridors of the former slaughterhouse you might find the tables of young people who discuss the creative workshops, organization and events planned, so much taken from the speech that they may not notice you.
    It took three different places and two evictions, but Macao has finally found his perfect place, unused, great and ready to welcome a large number of young people. Because Macao is a creature constantly evolving, dynamic and hungry for new minds to exploit for his own purposes.

    If you're ever in Milan these days you must enter Macao, you will discover an active world, full of youngs and culture. An area unused for years that regain value thanks to guys with ambitions higher than the others.


    "As a child I often spent in front of this building and always fantasized about it's content. Enter the place is a dream."

                                            - A friend about Macao
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