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  • Vi racconto di due fatti accaduti quasi contemporaneamente circa 2000 anni fa.

    Siamo a Betània, e una donna, saputo dove si trova Gesù prende un vaso di alabastro con olio profumato, va da Lui, rompe il vaso e gli versa tutto l’olio in testa. Un puro gesto di amore, affetto, ammirazione, dedizione.

    Nel frattempo, a Gerusalemme (pochi km da Betània), Giuda è nel tempio e vende Gesù ai sommi sacerdoti.

    Secondo voi, chi ha speso di più? La donna per comprare l’olio da “sprecare” sul capo di Gesù o il sommo sacerdote per comprare la morte del più grande “pericolo” per i poteri forti di allora?

    I tempi di crisi che viviamo mi porterebbero a pensare che 1) spende soldi chi ne ha! Quindi non una donna qualunque… e 2) Se fossi Giuda, Gesù lo tradirei ma per una cifra enorme, anche solo per il rischio che corro…

    Ma ecco i testi:

    Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: «Perché tutto questo spreco di olio profumato?
    Si poteva benissimo vendere quest’olio a più di TRECENTO denari e darli ai poveri!». (Mc 14, 5)


    Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti e disse: «Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono TRENTA monete d’argento. (Mt 26, 14-15)


    Sorpresa! La donna, per un regalo che potremmo definire inutile spende 10 volte tanto quanto guadagna Giuda dalla consegna di Gesù, il suo amico, il suo maestro, l’uomo per cui fino a quel momento aveva lasciato tutto.

    E’ dura decidere se sia più sconsiderata la donna o ingenuo Giuda.

    Ma se guardiamo alle nostre vite forse sono molti di più i tradimenti delle “pazzie” d’amore. Voglio dire che per quanto riprovevole sia l’azione di Giuda sono molte di più le volte in cui tradiamo un amico, un’ideale, un progetto di quante volte abbiamo agito in modo sconsideratamente innamorato, così gratuito da togliersi il poco che si ha pur di dire all’altro “guarda quanto ti voglio bene!”.

    E in questa Settimana Santa mi porto dentro e vi lascio come augurio pasquale il pensiero di questa proporzione: 1 a 10. Dove 1 è la facilità con cui “tradiamo” e 10 è la difficoltà con cui doniamo.

    Non ci abbatta la crisi, non ci assilli il poter d’acquisto, non ci asfissino il pil, lo spread, il rate e l’imu. Di amore possiamo essere tutti ricchi. Spendiamo questa ricchezza e dimostriamo il nostro bene alle persone che amiamo.
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