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  • Ad Addis Abeba la lamiera è ovunque.

    Con la lamiera si costruiscono le baraccopoli: le case, i negozi, le macellerie, i bar, le botteghe degli addisabebini poveri sono fatte di lamiera.
    E siccome gli addisabebini poveri sono moltissimi, anche le baraccopoli sono ovunque: dietro l'Hilton, appena fuori dall'ambasciata italiana, attorno alla chiesa di St.George.
    Il club Juventus, il ritrovo degli italiani, è letteralmente immerso tra le baracche, e prima di trovarlo la Lada che ci fa da taxi si perde più volte tra le strade sterrate.

    Non è bella, la lamiera, anche se gli addisabebini la dipingono di colori vivaci: si arroventa col caldo, e può sempre lasciar passare la pioggia.
    La lamiera più brutta di tutte, però, è quella verde e gialla, quella che non entra nelle baraccopoli ma le circonda. Tutto quello che si trova dentro il recinto verdegiallo sarà demolito nel giro di poche settimane, e gli abitanti saranno espulsi verso la periferia della città, a chilometri di distanza.
    Al posto delle loro baracche tra due mesi sorgeranno grattacieli a specchio, uffici, e case che nessuno si potrà permettere. Nel frattempo il centro della città è pieno di scheletri con l'impalcatura di bambù, e di lamiere verdi e gialle.

    Nell'ultimo mese tre stranieri siano stati aggrediti per strada, in centro, ma si pensa sia soltanto un caso.
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