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  • Cammino per i vicoli di questo paese fantasma,
    nessun turista, quelli sono giù alla diga.
    Due anziani seduti al sole in silenzio, qui tutto è rispetto e ricordo.
    Provo ad immaginare la notte del 9 Ottobre 1963:
    il frastuono delle rocce che franano,
    l'onda che risale quasi 200 metri di dislivello fino a lambire le prime case,
    il vento provocato dalla spinta dell'acqua
    e poi il risucchio quando ricade a valle spazzando via tutto e tutti.
    Mi metto in ginocchio per qualche secondo
    e lascio qui su queste pietre grigie un paio di lacrime,
    la mia preghiera per tutte le vittime del Vajont.


    Photo Roberto Franza
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