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  • Gli piaceva abbandonarsi sul prato, la testa tra i fiori e gli occhi puntati al cielo a vedere le nuvole gonfiarsi e scorrere via sospinte dal vento.
    Indugiava a volte in pensieri tristi e assaporava il languore che ne derivava con un ché di autocommiserazione, allora di scatto si alzava e si metteva a correre verso il bosco come a trovare rifugio tra i rami bassi e il muschio morbido.
    Erano passati ormai venticinque anni dalla morte del padre ma lui continuava a parlargli, non era follia, erano all’inizio preghiere, le solite che si fanno a un caro scomparso, ma poi erano diventate dialogo, con risposte immaginate, come lui le avrebbe date.
    Gli mancava, era stato un padre duro, a volte lontano, ma al contempo dolce e rassicurante, ecco proprio quella sicurezza oggi gli mancava, quel senso di protezione di tranquillità che lui sapeva infondere in tutti, perché lui sapeva sempre cosa fare…
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