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  • When my second child was born, I was thirty-one and my wife was thirty-six. We were in the beginning of that period which could be defined as ‘restricted’ freedom. The restrictions came from growing family responsibilities. But my wife and I were free-spirits. We wanted to experience the last rays of our waning youth.
    We weren’t afraid to travel after the birth of our first child. We took long flights across the Atlantic and into the near East. This became more difficult with the arrival of the second child. But one thing that never stopped us was the socializing.
    We wrapped the kids up warmly like bundles and set off for our dinner parties, openings, theatre and dance, and even concerts. The kids got used to finding some cosy place to lie and just carried on with their napping.
    Barbara snapped these pictures back in 2003. Elia is out for the night on the sofa but Michael is still going. Judging from the empty plates, I imagine the time to be after mid-night.
    When I saw these pictures, I thought it a bit cruel to subject your children to your late-night whims. But I think that everyone is better for the experience.
    My wife and I because we could stay with our friends.
    Our friends because they got to know our kids.
    Our kids because they met our friends and could explore new apartments.
    Responsibility creeps into your life with raising children. But it adds spice to your life as well.


    Quando il mio secondo figlio è nato, avevo trentuno anni e mia moglie aveva trentasei. Eravamo all'inizio di quel periodo che potrebbe essere definito come libertà 'limitata'. Le restrizioni provenivano da responsabilità familiari in crescita. Però mia moglie ed io eravamo spiriti liberi. Abbiamo voluto sperimentare gli ultimi raggi della nostra giovinezza calante.
    Non avevamo paura di viaggiare dopo la nascita del nostro primo figlio. Abbiamo preso lunghi voli attraverso l'Atlantico e nel vicino Oriente. Ma tutto è diventato più difficile con l'arrivo del secondo figlio. Nonostante ciò una cosa che non abbiamo mai tralasciato è stata la socializzazione.
    Avvolgendo i ragazzi nelle coperte partivamo per le nostre cene, inaugurazioni, teatro e danza, e anche concerti. I bambini erano abituati a trovare un posto accogliente per sdraiarsi e continuare i loro sonnellini.
    Barbara ha scattato queste foto nel 2003. Elia è cotto sul divano ma Michael è ancora in vita. A giudicare dai piatti vuoti, immagino che fosse dopo la mezzanotte.
    Quando ho visto queste foto, ho pensato che era un po’ crudele di sottoporre i figli ai nostri capricci. Ma penso che adesso tutti stiamo meglio per quell’esperienza.
    Io e mia moglie perché così abbiamo potuto continuare a coltivare le nostre amicizie.
    I nostri amici perché hanno avuto modo di conoscere i nostri bambini.
    I nostri bambini perché hanno incontrato i nostri amici e esplorato nuovi appartamenti.
    La responsabilità si insinua nella nostra vita in particolare con l'educazione dei figli. Ma allo stesso tempo ne accresce il sapore.
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